Tribunale Civile di Milano – Sezione X Sentenza n. 9235/2014

Tribunale Civile di Milano – Sezione X Sentenza n. 9235/2014

Articolo pubblicato il: 09 Settembre 2014 ore 16:33

LA SENTENZA

Tribunale Civile di Milano – Sezione X

Sentenza n. 9235/2014 pubblicata l’11 luglio 2014

Giudice: Stefania Illarietti

 

Responsabilità produttore-distributore di sigarette- Risarcimento danni da fumo- British American Tobacco- Nesso causale tra il fumo e tumore polmonare-  Art. 2050 c.c.

 

Sentenza del: 11 Luglio 2014

IL NOSTRO COMMENTO

Avv. Giuseppe Farris

Con la storica Sentenza in epigrafe, la decima sezione del Tribunale di Milano, Giudice Stefania Illarietti, ha condannato la multinazionale British American Tobacco s.p.a. (già Ente Tabacchi s.p.a.) al pagamento di Euro 776.000- oltre interessi, rivalutazioni e spese funerarie- per la lesione da perdita parentale, a favore della moglie e dei figli di un uomo deceduto a causa di tumore polmonare all’età di 54 dopo aver fumato mediamente due pacchetti di sigarette al giorno da quando, nel 1965, aveva 15 anni.

Il Giudice Monocratico, tramite l’ausilio dei propri consulenti tecnici ha infatti ritenuto pienamente sussistente il nesso causale fra il fumo e la neoplasia polmonare che ha colpito il tabagista escludendo l’avversa tesi difensiva per la quale la morte sarebbe dipesa da un altro tipo di tumore meno legato al consumo di sigarette e maggiormente riconducibile ad ulteriori fattori quali il regime alimentare, inquinamento e predisposizione familiare.
Nell’accogliere la domanda dei familiari del defunto, il Tribunale di Milano ha richiamato nel provvedimento conclusivo la Sentenza della Cassazione n° 26516/09 nel cui contenuto si sosteneva che l’attività di commercializzazione e produzione delle sigarette è pericolosa e che la pretesa conoscenza del rischio connesso al fumo non esclude la configurabilità della responsabilità del produttore. Per tale motivo, benché l’obbligo per legge di abbinare la vendita delle sigarette con una esplicita informazione sulla nocività del fumo risalga soltanto al 1991, si è ritenuto che il produttore-distributore di sigarette “avrebbe quantomeno dovuto fornire adeguate informazioni sulla nocività del fumo, anche eventualmente con foglietti illustrativi posti nei pacchetti. E ciò a prescindere da obblighi giuridici, ma in funzione di poter provare di aver messo i consumatori di sigarette in condizioni di poter conoscere inequivocabilmente il rischio correlato all’assunzione del tabacco, e di poter fare in tal modo configurare l’assunzione come libera scelta nella consapevolezza della nocività del prodotto.

La Sentenza in oggetto, che presumibilmente aprirà la strada a numerose richieste di risarcimento da parte dei parenti dei fumatori deceduti a causa del fumo di sigarette, precede di poco la condanna multimiliardaria inflitta da un Tribunale della Florida alla R.J. Reynolds Tobacco Company che dovrà risarcire alla Sig.ra Cynthia Robinson, il cui marito è deceduto a causa di un tumore ai polmoni all’età di 36 anni, la cifra record di 23,6 miliardi di dollari.

Avv. Giuseppe Farris, Soci fondatori